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Sono un genere di piante bulbose (geofite
bulbose) appartenenti alla famiglia delle
Asparagaceae (o Liliaceae) diffuse dall'area
mediterranea fino al Medio Oriente, delle
quali tra specie spontanee e varietà
orticole se ne conterebbero più di un
centinaio, alcune coltivate a scopo
ornamentale.
Di modeste dimensioni, generalmente
presentano bulbi ovati, foglie basali
lineari ed infiorescenze in racemi compatti,
eretti, con graziosi fiori urceolati, in
varie tonalità che vanno dall'azzurro, al
blu intenso, al violetto, al giallo e
raramente al bianco, a cui fanno seguito i
frutti, che non sono altro che piccole
capsule suddivise in tre valve.
Taluni di essi presentano una piacevole
fragranza ed il loro periodo di fioritura va
dalla fine dell'autunno all'inizio della
primavera; crescono meglio sui terreni
calcarei, sono decisamente rustici, ma per
ottenerne una crescita equilibrata, vanno
coltivati in pieno sole.
Tra le specie più diffuse sul territorio
nazionale, il Muscaro Neglectum o Muscaro
Dimenticato, dalle graziose infiorescenze di
colore blu, ed il Muscaro Comosum o
Lampascione, i cui piccoli bulbi entrano a
far parte della cucina tradizionale di
alcune regioni del meridione d'Italia.
Sono piante di facile coltivazione, vanno
impiantate a fine estate-autunno, nei
giardini rocciosi oppure ai piedi di
cespugli a fiore giallo dalla fioritura
precoce come le Coronille o le Forsythia; si
possono anche lasciar naturalizzare nei
prati e negli spazi erbosi.
La loro riproduzione può esser fatta per
seme, ma il miglior modo di moltiplicarli è
quello di rimuoverli dal terreno a fine
estate (per le specie che fioriscono a fine
inverno-primavera), per effettuarne la
divisione dei bulbi.
Un uso decisamente simpatico di queste
piccole piante, è quello che ne faceva (e si
fa ancora in alcuni borghi dell'imperiese),
la nonna di mia moglie, Pastor Agostina,
anziana contadina originaria della frazione
di Buggio, in alta Val Nervia, e cioè quello
di utilizzarle per tingere le uova di
gallina nel periodo pasquale.
Secondo alcuni autori il nome del genere
deriverebbe dalla parola araba "muskarimi",
adottata per indicare una specie profumata,
il Muscari Moschatum, che emana un forte
aroma di muschio; invece nel dialetto
bordigotto i Muscari vengono denominati "beciciura". |