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ALICE SPAGNOLO NELLE RUBRICHE DI BORDIGHERA.NET CON "ROCK E DINTORNI"

ROCK E DINTORNI

 

ALICE SPAGNOLO

Nata a Bordighera nel 1984, Alice inizia fin da piccola ad appassionarsi alla musica e alla letteratura. A sei anni chiede ai genitori un pianoforte per Natale e riceve una tastiera giocattolo. Visto il grande interesse per questo strumento, incomincia a studiare con il maestro Marco Peron.
A sedici anni abbandona a malincuore il pianoforte e si dedica a studi scientifici presso il Liceo Aprosio di Ventimiglia.
Prosegue gli studi all'università di Torino, dove si laurea in Lettere con il Professor Giorgio Ficara.
Amante dei viaggi e dei concerti, ha già visitato molti luoghi, tra cui Londra, Dublino, New York e Stoccolma. In ognuna di queste città ha visto almeno un concerto e spera di vederne ancora e ancora.

 

 

QUATTRO INGLESI E UNA RIVOLUZIONE MONDIALE: BEATLES FOR EVER - PARTE TERZA

 

Con Amburgo si chiude la mia narrazione in tre puntate della storia dei Beatles.
Non perchè questi scritti bastino per raccontare un'avventura che ha cambiato per sempre la musica, il costume e la società stessa....Ma proprio per il motivo contrario: piú scrivevo e piú mi accorgevo che tanto era ancora da scrivere.
E allora meglio fermarsi qui, alle porte di un successo mondiale che ancora oggi, cinquant'anni dopo, non smette di meravigliare.
I Beatles arrivarono ad Amburgo su un pulmino Austin verde e crema, un pò sgangherato, guidato da Allan Williams, che si era offerto di accompagnarli.
Ai lati del veicolo erano state attaccate delle lettere di carta a formare la scritta THE BEATLES, alquanto sconosciuta all'epoca. Di certo non sarebbe accaduto, qualche mese dopo, che i musicisti venissero bloccati sul traghetto che da New Haven li avrebbe condotti in Olanda. Al porto si riufiutavano di imbarcarli, loro e il malridotto pulmino. Alla fine fu John Lennon a salvare la situazione, usando la sua proverbiale parlantina e convincendo il capitano dell'imbarcazione.
Questo fu solo il primo dei problemi che i Beatles dovettero affrontare nella loro prima tournée all'estero.
Stipati all'interno del pulmino, viaggiavano in dieci: i cinque Beatles, Berry Chang e Herr Steiner occupavano la parte posteriore insieme a bagagli e strumenti musicali; mentre Allan Williams e Lord Woodbine si alternavano alla guida e Beryl Chang (moglie cinese di Allan) stava appollaiata tra i due.
Arrivati alla frontiera con la Germania, si cominciò a pensare a come attraversarla, visto che nessuno dei cinque musicisti aveva un permesso di lavoro valido per la nazione tedesca. Fu in questo momento che, dopo il roccambolesco viaggio, ad Allan cominciò a venire il dubbio che forse non avrebbero mai raggiunto l'ambita meta. Ma il destino aveva un progetto ambizioso per tre dei Beatles, un progetto che nessuna frontiera avrebbe bloccato. Sembra quasi un presagio, la foto ricordo scattata durante una pausa: si vedono tutti (tranne John, rimasto sul pulmino) vicino al monumento ai caduti di Arnehem della seconda guerra mondiale. Su di esso si legge questo epitaffio: Their Names Liveth For Ever More.
Raggiunsero Amburgo di sera e incontrarono subito Bruno Koschminder, proprietario del locale sul porto nel quale avrebbero suonato per le otto settimane successive. Koschminder era un tizio abbastanza stravagante, che aveva lavorato in un circo svolgendo i ruoli piú disparati, dal clown al mangiafuoco. Nel giro di pochi chilometri, Bruno possedeva due locali: uno ampio, luminoso e ordinato e l'altro desolato, squallido e buio, l'Indra.
Proprio a quest'ultimo era destinata la musica dei Beatles. Dopo la delusione della location, i giovani vennero condotti nell'alloggio predisposto dallo stesso Koschminder: egli possedeva un piccolo cinema dirimpetto all'Indra e aveva pensato di sistemare i Beatles proprio dietro lo schermo cinematografico. Qui c'era una piccola e sudicia stanzetta, priva di bagno, dove i cinque inglesi si adattarono a convivere per intere settimane. Le loro toilette erano quelle del cinema, condivise con gli spettatori. La stanza, priva di finestre, era già stata usata in passato sempre per ospitare gruppi musicali e c'è chi ricorda di come il proprietario avesse messo a disposizione un solo lettino per cinque uomini, costretti così a dormire sulle sedie o sulle poltroncine del cinema.
Nonostante la squallida sistemazione e il pesante ritmo con cui dovevano esibirsi, i Beatles diedero il massimo sul minuscolo palcoscenico dell'Indra: dopo la prima sera, quando per le quattro ore e mezza di musica, essi avevano suonato quasi immobili e raggruppati sul palco, fu Lennon a cominciare a scaldarsi.
John si agitava in modo convulso, producendosi in scimmiottature e imitazioni divertenti, batteva i piedi per tenere il tempo e aiutare così Pete Best alla batteria. Ben presto venne imitato dagli altri e iniziò a diffondersi la fama di questi giovani scalmanati e capaci.
Il successo della band inglese era seguito con interesse anche dai musicisti impegnati in altri locali del porto, che iniziarono a seguire le esibizioni dei Beatles.
Il meritato successo di quei "bravi ragazzi, tranquilli e ben educati" divenne tale che Koschminder decise di spostarli dall'Indra per farli esibire al Kaiserkeller, il suo locale piú grande e bello.
Qui non mancava lo spazio per accogliere i fans, sempre piú numerosi, che potevano finalmente godersi uno spettacolo dei Beatles senza rischiare di rimanere schiacciati. E sempre qui incontrarono quella che passerà alla storia come la prima fotografa ufficiale del gruppo, Astrid Kirchherr, giovane e bellissima donna tedesca che proporrà poi ai Beatles il taglio di capelli con il quale diventeranno veramente famosi.
Ormai quasi nulla li separa dai giorni di gloria, tranne la scelta di cambiare batterista.
Forse fu un errore, anche se guardando indietro sembra tutto far parte di un'orchestrata magia, sta di fatto che presto i Beatles pensarono di lasciare Koschminder per suonare nel locale piú in voga: il Top Ten. Qui i musicisti scappavano, nei tempi di pausa, per salire sul palco insieme a Tony Sheridan e improvvisare con il noto performer per la gioia degli astanti.
La voce raggiunse un indiavolato Koschminder che, sembra, abbia accelerato l'uscita dal paese dei giovani inglesi: la polizia venne presto a sapere che uno di loro, George Harrison, non era maggiorenne e non aveva quindi l'età per esibirsi in un locale pubblico dopo la mezzanotte, come invece faceva regolarmente.
Gli altri non erano messi meglio, visto che erano sprovvisti di un regolare permesso di soggiorno. Fu così che dovettero lasciare la Germania in fretta e furia per tornare in Inghilterra.
Qui i Beatles trovarono presto un altro locale pronto ad accoglierli. Grazie all'intenso ritmo collaudato ad Amburgo, i giovani spopolarono letteralmente in madrepatria, dove non si era mai visto niente di simile al modo di stare sul palco dei Beatles.

 

ARCHIVIO

BEATLES FOR EVER - PARTE PRIMA

BEATLES FOR EVER - PARTE SECONDA